Ispirato al libro autobiografico “See No Evil”

Ispirato al libro autobiografico "See No Evil"
Ispirato al libro autobiografico “See No Evil”

Il giovane e carismatico principe Nasir, erede al trono di un Paese del Golfo produttore di petrolio, sta cercando di modificare le relazioni commerciali che da lungo tempo sono state favorevoli agli uomini d’affari degli Stati Uniti. Nasir, infatti, ha appena vantaggiosamente ceduto ai cinesi i diritti di sfruttamento del gas, in precedenza detenuti dal gigante texano Connex, danneggiando così gli interessi americani nella regione. Jimmy Pope, proprietario della Killen, una piccola compagnia petrolifera, ha da poco ottenuto i diritti di trivellazione nei giacimenti del Kazakhstan destando l’interesse della Connex. Quando le due compagnie decidono di fondersi, il Dipartimento della Giustizia e lo Sloan Whiting, potente studio legale di Washington, devono verificare la stipula dell’accordo tra loro. A Bob Barnes. veterano agente della CIA, che potrebbe passare gli ultimi anni della carriera svolgendo un comodo lavoro d’ufficio, viene promessa una promozione dopo un’ultima missione il cui scopo è l’assassinio del principe Nasir. L’esito imprevisto di questa missione lo metterà nelle condizioni di riesaminare il ruolo che ricchi e poveri, sceicchi e lavoratori, ispettori governativi e spie internazionali svolgono inconsapevolmente all’interno di un complesso sistema mondiale.

Ispirato al libro autobiografico “See No Evil” dell’ex agente della Cia Robert Baer, “Syriana” segna il debutto dietro la macchina da presa di Stephen Gaghan, già affermato sceneggiatore, premio Oscar per “Traffic”, che afferma: “è un film sul nuovo disordine mondiale creato dall’economia e dalle lobby economiche legate al petrolio. Già il petrolio…il petrolio è come una droga: quando si parla di petrolio si parla di interessi enormi, di quello che è un vero e proprio traffico di ricchezza. Ricchezza per alcuni”. Anche se per intenzioni e atmosfere il film può ricordare alcuni thriller politici degli anni settanta come I 3 giorni del Condor, in realtà il rifiuto della linearità narrativa, portato avanti dalla regia, con un uso frequente di ellissi, lo fa rientrare in un genere più futuribile. La sceneggiatura del film è solida nonostante l’effettiva difficoltà degli intrighi dei fatti raccontati, non per niente le ricerche sull’argomento sono durate più di un anno e mezzo. “Syriana” è un thriller che affonda in profondità le sue radici in una attualità che non è solo americana ma che meglio si esplica e si sviluppa all’interno di un paese in cui il business corrotto del petrolio sembra essere divenuta la vera droga del millennio.

Dunque non c’è da stupirsi di fronte al vivo interesse espresso da un Clooney incapace di nascondere la sua opinione sull’operato dell’attuale amministrazione in Iraq e le sue preoccupazioni per le condizioni del mondo. Dice l’attore anche per rispondere a chi ha visto in questo film un attacco alla politica di Bush: “Non è un attacco: è una presa di coscienza che ci obbliga a pensare che ci possono essere varie soluzioni alla situazione di Medio Oriente. Non voglio fare politica, voglio fare solo i film in cui credo, film che possano dare un messaggio di speranza sopratutto ai giovani. Oggi infatti mi sembra che manchino dei punti di riferimento per le nuove generazioni, che forse prima dei fatti dell’11 Settembre non sapevano neanche l’esistenza di Palestina e Israele. Vorrei che il film facesse pensare a quali sono le vere motivazioni della guerra in Iraq: ovvero mostrare quel sotterraneo processo economico-politico che ha dato il via a tutto, che è la causa del terrorismo internazionale, dell’11 settembre e del clima di terrore che il mondo vive da qualche anno a questa parte”.