Sono 11 e si estendono dal nord al sud della Puglia in altrettanti teatri pubblici. Un network di compagnie teatrali, musicisti, attori e danzatori pugliesi che per 18 mesi abiteranno 11 teatri pubblici; dovranno gestire il teatro in toto (dal botteghino ai servizi di sala), promuovere il pubblico e le attività teatrali, produrre uno spettacolo. Dovranno essere in relazione con il territorio creando un’attività partecipata: stage, selezione di artisti, incontri, workshop.
Parte così “Teatri abitati. Residenze Teatrali in Puglia”, il progetto proposto dal Teatro Pubblico Pugliese, finanziato attraverso l’Accordo di Programma Quadro “Sensi Contemporanei”.
La “Residenza” si basa su un accordo pluriennale (protocollo d’intesa o convenzione) tra un soggetto di produzione (di teatro, di danza, musica) e uno o più Enti Locali territoriali (Comune, Provincia).
Attraverso l’accordo, l’Ente Locale proprietario o gestore di uno spazio attrezzato per le attività di spettacolo dal vivo lo affida in gestione totale o parziale, con un apporto finanziario o in servizi (personale, utenze, ecc.) ad un soggetto di produzione che s’impegna a realizzare una serie di attività in proprio e a favore dell’Ente stesso.
È garantita così la valorizzazione dello spazio e si assicura la massima fruizione dello stesso da parte dei cittadini nell’ambito di un’offerta culturale stabile ed articolata; favorendo l’insediamento sul territorio di imprese di produzione nonché la loro crescita professionale sia sul piano artistico che organizzativo.
Il Programma Operativo ha previsto, nella sua fase di programmazione, interventi che consentiranno di “mettere a sistema” la produzione, i luoghi, il pubblico e le politiche di intervento degli Enti Locali nei settori dello spettacolo dal vivo (teatro, danza e musica).
I siti dove sono nate le residenze sono:
ACCORDO DI PROGRAMMA QUADRO SENSI CONTEMPORANEI
Sperimentare inediti modelli di sviluppo economico e sociale di un territorio, attraverso le forme espressive delle arti. Questo l’intento di Sensi Contemporanei - Promozione e diffusione dell’arte contemporanea e valorizzazione di contesti architettonici e urbanistici nelle Regioni del Sud d’Italia. Il programma è stato avviato nel 2004 dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, attraverso il proprio Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e Coesione - DPS che, oggi, fa capo al Ministero dello Sviluppo Economico; dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, attraverso la Direzione Generale per la tutela e la qualità del Paesaggio, l’Architettura e l’Arte Contemporanee - PARC; dalla Fondazione La Biennale di Venezia e da sette Regioni del Sud d’Italia.
Sensi Contemporanei muove dalla convinzione che la cultura sia fattore di sviluppo anche economico, non solo sociale e culturale. Perché la competitività di un territorio si alimenta della propria capacità creativa nella sua integrazione con i fattori produttivi.
Tale processo deve essere riconosciuto e supportato dallo Stato, nei suoi vari livelli istituzionali. Questo è il motivo per il quale Sensi Contemporanei ha svolto un ruolo di stimolo dell’innovazione amministrativa, sia sotto il profilo dei criteri di intervento sia sotto il profilo degli strumenti. Un rinnovamento nel metodo e nella natura dell’interazione tra Amministrazioni centrali e locali, che ha preso forma in un’intensa attività di accompagnamento e nell’utilizzo flessibile e ragionato dell’Accordo di Programma Quadro, strumento di pianificazione finalizzato allo sviluppo locale.
Nel luglio 2005 il Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e Coesione - DPS (Ministero dello Sviluppo Economico) e le Direzioni Generali per il Cinema - DGC - e per lo Spettacolo dal Vivo - DGS (Ministero per i Beni e le Attività Culturali) hanno siglato un protocollo di intesa per la realizzazione nel Mezzogiorno di iniziative nel campo del cinema, dell’industria audiovisiva, del teatro e degli spettacoli dal vivo.
A seguito del Protocollo di intesa, i promotori hanno sottoscritto l’Accordo di Programma Quadro Sensi Contemporanei. Lo Sviluppo dell’Industria Audiovisiva nel Mezzogiorno con la Regione Siciliana (luglio 2005), con la Regione Basilicata e con la Regione Puglia (dicembre 2006). Nell’ottobre 2007, la Regione Puglia ha inoltre sottoscritto il primo Atto Integrativo dedicato a specifici interventi nei settori del cinema, dell’industria audiovisiva, del teatro e dello spettacolo dal vivo.