Mangiami l'anima poi sputala

Residenza :
Teatro Comunale Traetta (ex Umberto I ) - Bitonto

a cura di:
Fibre parallele

MANGIAMI L'ANIMA POI SPUTALA


Mangiami l'anima
e poi sputala

ispirato al romanzo omonimo
di Giovanna Furio

Selezione Premio Scenario 2007
Finalista Premio Vertigine 2010

di e con
Licia Lanera e Riccardo Spagnulo

assistente alla regia
Maria Elena Germinario

luci
Carlo Quartararo

scene
Gianluigi Carbonara

oggetti di scena
Nunzia Guacci

grafica
Alessandra di Ridolfo

Si ringrazia per la collaborazione
Fabrica#Famae e lo Spazio O.F.F. di Trani

 

“Gesù ha sofferto le carni della donna e dell'uomo e sa benissimo che il desiderio e il piacere sono alla base della creazione. Quindi la donna sarà il frumento della sua casa, quindi la donna sarà il pane quotidiano, quindi la donna sarà il male e la pietà del male, il bene e la pietà del bene. Quindi la donna avrà in sé tutte le contraddizioni care a Gesù: la tenerezza e l'oblio, la condanna e l'assoluzione, il parto e il figlio, la luce e la tenebra.”
Alda Merini

 

La donna, il femminile, avanza lentamente fino a rivelare il suo volto.
L'uomo, il maschile, è appeso a un grande crocifisso, immobile, capelli lunghi e panno bianco. Aspetta.
La preghiera di redenzione che innalza la donna fa compiere il miracolo inatteso: Cristo muove la sua testa fino a incontrare lo sguardo della disperata.
Questo incontro, questo cortocircuito genera un'esplosione e una deframmentazione del concetto d'amore e di religione, di anima e di corpo, che si fronteggiano e si fondono in una grottesca storia d'amore e di purificazione.
Cristo, uomo tra gli uomini, un extracomunitario del sentimento, offre il suo amore al grado zero, terreno, cioè il più semplice, ma incontra le resistenze e le barricate messe in piedi dalla donna, vincolata da una spiritualità dogmatica e restrittiva.

Il racconto della storia, alterna estetica e comicità in un'atmosfera apparentemente ridanciana, ma in realtà cupa e tragica. A suggellare il tutto c'è una sorta di formulario del kitsch, che domina il senso religioso del sud, tra altarini-museo e riti personali, trasformando la scena in una discarica religiosa.

 

“La messa in scena di Fibre Parallele è spesso irresistibilmente ironica e irriverente, ma mai blasfema perché il dolore e lo sbigottimento si fanno atroci e tutta la pervadono in maniera inquietante e spiazzante. Una rappresentazione che si candida ad essere un vero e proprio cult.”

Nicola Viesti

Hystrio

 “E' uno spettacolo inusuale, denso e carnale [...] una bella sorpresa senza nessuna fumosa vaghezza di quelle in cui ogni tanto altri rischiano di perdersi”

Gianfranco Capitta

Il Manifesto

“Ed è curioso l'ingenuo Mangiami l'anima e poi sputala del gruppo barese Fibre Parallele Teatro...”

Franco Quadri

Repubblica

“Bella prova d'attore di Licia Lanera e Riccardo Spagnulo... la di Dostoevskij, trasportata in un clima di sensualità negata, erotismo e repressione che ricorda Bunuel”

Renato Nicolini

L'Unità

“Amor sacro e amor profano si mescolano e si rovesciano in questa parabola di ordinaria follia radicata nel profondo Sud, e ricca di salutari umori iconoclasti, tra Bunuel e il Bene di Nostra Signora dei Turchi.”

Nico Garrone

Repubblica

“Lo spettacolo ha momenti di grande ilarità e cinismo, nel barocco linguistico e immaginifico di una Puglia sempre sospesa tra innovazione e tradizione.”

Andrea Porcheddu

delteatro.it

“Di nuovo si fa carne il figlio di Dio compiendo tre passi nel delirio del quotidiano questa volta del profondo sud... Un povero Cristo, vedendo letteralmente macellate le sue carni di nuovo terrene calca, il palco di un teatro per volontà artistica del giovanissimo gruppo Fibre Parallele.”

Giacomo D'Alelio

Liberazione

“Noi. Che abbiamo visto Babbo Natale accendersi sigarette ai Grandi Magazzini...

Noi che Babbo Natale o Dio è la stessa cosa. Noi che con l’illusione siamo cresciuti e ci abbiamo scambiato un fede. Noi che siamo andati a vedere le Fibre Parallele...
Licia Lanera e Riccardo Spagnulo – trascinanti in scena lei con la sua fisicità prorompente, lui da contraltare incavato in sé – disegnano così una drammaturgia, su testo letterario, di ottima fattura, fresca e potente.”

Simone Nebbia

Data Spettacolo / evento Location
17/02/2012 Residenza Teatro Comunale Traetta (ex Umberto I ) - Bitonto

Mangiami l'anima poi sputala

Regia di Licia Lanera, Riccardo Spagnulo,assistente alla regia Maria Elena Germinario - Fibre parallele
Spettacolo
Teatro Traetta ex Umberto I
BITONTO (BA)
Dettagli
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